Protagoniste per un giorno

Due anni fa, Michele, un ragazzo dal cuore grande, mi ha regalato una rosa di un colore splendido come non ne avevo mai viste.

La gioia di quel dono è stata subito offuscata dalla preoccupazione di non essere in grado di prendermene cura.

Ho sempre avuto un rapporto complicato con le rose, straordinariamente perfette, superbe, orgogliose della loro bellezza, sempre a giusta distanza dagli esseri umani.

Desideravo prendermene cura, ma difficilmente lei me lo consentiva.

Pensa e ripensa mi è venuta in mente la rosa del Piccolo Principe, uguale a tante altre, ma unica, perché amata.

“Tu sei responsabile della tua rosa.
E’ il tempo che hai perduto per lei che l’ha resa così importante”.

Quando la mia rosa ha capito di essere speciale per me, è diventata la protagonista indiscussa del giardino.

In questi giorni l’ho riportata all’aperto dopo averla custodita al riparo per tutto l’inverno e ora si sta preparando alla fioritura.

Ci pensavo un po’ a questa parola,

protagonista

Non so se lo sapevate, ma deriva dal greco e significa lottatore, combattente.

Mi siete venute in mente voi amiche mie, in qualche modo ciascuna protagonista della propria vita, della propria storia.

Spesso diamo un’accezione negativa a questa parola, come se essere protagoniste significasse in qualche modo esibirsi, mettersi in mostra, primeggiare.

In realtà ogni volta che scegliamo di essere protagonisti degli eventi che ci accadono, diventiamo attori della nostra vita e non spettatori.

Ma mi sono anche domandata quanta fatica richiede essere protagoniste, quanta responsabilità, quanta solitudine.

Ma come si diventa protagonisti? Intanto rifuggendo i compromessi, rimanendo fedeli a se stesse, senza fughe inutili, ricordandoci che anche noi abbiamo diritto a un pezzetto di felicità e troppo spesso ce lo dimentichiamo.

Protagonisti non vuole dire avere la genialità o la spiritualità di alcuni, ma avere il proprio volto, che è, in tutta la storia e l’eternità, unico e irripetibile.
Luigi Giussani

Quindi ciò che non faremo noi, il pezzetto di strada che decideremo di non percorrere, i gesti trattenuti, i sorrisi soffocati, le parole mai pronunciate verso un marito, un figlio, un genitore, tutta questa ricchezza, andrà irrimediabilmente perduta, perché nessun altro la potrà raccontare al posto nostro.

Penso alla mia rosa, che anche quest’anno si appresta a diventare protagonista del  giardino, alla sua tenacia nel sopravvivere all’inverno, e mi domando: cos’ha di speciale?

E’ speciale perché qualcuno le ha offerto l’opportunità di esserlo, perché potesse risplendere.

E voi amiche mie, vorreste essere protagoniste del mio blog  per un giorno come la mia rosa?

Potete decidere di pubblicare qualunque pensiero.

Quella frase che vi piace tanto, quella riflessione che avete scritto una sera di mille anni fa e che poi avete rinchiuso dentro un cassetto, quel pensiero che ha fatto capolino il giorno in cui vi è esploso il cuore di gioia o di disperazione e non avete avuto il coraggio di trasformarlo in parole. O più semplicemente quella ricetta, quella poesia, quel libro che fa parte della vostra storia e che avete voglia di far conoscere ad altre donne speciali come voi.

Se volete leggervi attraverso queste pagine, scrivetemi:

gio.fumagalli66@gmail.com

Per me sarà un onore pubblicarvi.

Amiche vi auguro una buona domenica e se anche voi avete una rosa speciale nel vostro giardino, fatemela conoscere.

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