Il cammino di Oropa in tre giorni: quando la fatica stempera il dolore

Non c’è tristezza che, camminando, non si attenui e lentamente si sciolga.
Romano Battaglia
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Certi giorni spezzano le gambe e tolgono il respiro come quando si sale in vetta.
E’ da giorni così che scappo, anche se poi torno.

La fuga che preferisco in assoluto è quella che faccio quando intraprendo un cammino.

Lo scorso anno avevo affrontato la via Francisca del Lucomagno, scoprendo nella modalità della camminata una carica e una forza che non avevo mai sperimentato prima.

Quest’anno invece ho scelto il Cammino di Oropa e ne sono rimasta letteralmente rapita.

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Figli di qualcuno Capitolo 1

Anche “Figli di qualcuno”, come “Il segreto di nonna Aldina” è una storia che ho scritto diversi anni fa, in occasione di laboratorio di scrittura creativa organizzato da la Macchina dei sogni e superbamente curato dallo scrittore Matteo B.Bianchi.

Le storie soffrono a rimanere nei cassetti, vanno rispolverate, rimaneggiate e poi rimesse in circolo, perché in un modo o nell’altro, trovano sempre la maniera di tornare utili a qualcuno.

Ecco per voi il primo capitolo.

In attesa come sempre di leggere i vostri commenti.

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Qualche volta ritornano

pubblicato su Confidenze n. 33 Agosto 2009

Rigiro tra le mani la scatolina di velluto rosso e continuo a domandarmi come ho fatto a finire in questa situazione. Se non ci fosse da piangere, quasi mi verrebbe da ridere.

A me, che ho superato la sessantina già da un pezzo, vedova da tempo immemorabile, madre di un figlio quasi trentenne, a me una scatolina di velluto rosso.

La apro ancora una volta, per essere sicura di avere visto giusto e l’anello è sempre lì, che mi fissa superbo, certo che prima o poi, cederò alla tentazione di infilarlo al dito.

Un anello di fidanzamento.

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