La mia storia con Claudio Baglioni

pubblicato su Confidenze n. 13 Marzo 2007

Dedicata a chi come me, lo ama da sempre

Adoro la mia casa quando è mattina presto.

Mi aggiro per le stanze in silenzio, spiando l’ultimo sonno dei miei figli prima del loro risveglio che segna l’inizio della giornata e la fine della mia pace.

Prendo il  caffè da sola e lascio correre i pensieri.

Oggi non è un giorno come gli altri.

Oggi compio quarant’anni ed è tempo di bilanci.  

Mentre scaldo il latte, arriva Martina, la mia quattordicenne in fiore, che da poco è entrata in guerra con il mondo intero, in modo particolare con la sua famiglia.

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Regala una poesia

Il signor Giuseppe Merola è un giovanotto di 89 anni dal quale secondo me avremmo tutti molto da imparare.

Io lo conosco da tanti anni, lui era il marito della mia maestra delle elementari, e ogni volta che mi capita di incontrarlo, mi riempie il cuore di tenerezza.

A pochi mesi dal traguardo dei 90, ha una mente ancora lucida e attiva, una simpatia travolgente, una grande curiosità per ciò che gli accade intorno, e soprattutto possiede una grande dono: scrive poesie.

Quando l’ho incontrato al seggio elettorale dove era venuto a votare con la caparbietà di chi ancora crede nel valore del voto, abbiamo trascorso insieme un piacevole momento e la foto che sua figlia la carissima Rosa Maria, ha scattato, rimarrà per me sempre un bellissimo ricordo.

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Il tesoro del campo

pubblicato su Confidenze n. 11 Marzo 2018

“Ma’, puoi dire tu due parole alla mamma di Matteo? Magari sei più convincente di me”.

“Si certo volentieri, dille di venire da me nel pomeriggio”.

Mio figlio Simone è un prete e Matteo è uno dei suoi ragazzi dell’oratorio che vorrebbe entrare in seminario, ma la sua mamma lo sta ostacolando in tutti i modi. Come avevo fatto io tanto tempo fa. Adesso che la mia vita è meravigliosa, che mio figlio è felice, tutto sembra a posto, ma non ho mai dimenticato i sensi di colpa che mi hanno tenuto compagnia a lungo.

Sono sempre stata un cattolica molto poco praticante, con una fede tiepida, dicevo di credere in Dio, ma tutto si fermava lì, qualche messa ogni tanto, giusto per farmi vedere in paese. Gestivo un minimarket che era la mia vita e ci tenevo a fare bella figura con i clienti.

Sono vedova da tanto di quel tempo che me lo sono dimenticata. Mio marito mi ha lasciato il negozio e mio figlio, il mio unico adorato Simone e la mia vita stava scivolando via così, sempre indaffarata e sempre preoccupata di non riuscire ad arrivare a fine mese. Simone è cresciuto in oratorio come tanti suoi compagni, ha fatto il chierichetto, e crescendo anche il catechista. Quando ha terminato gli studi di ragioneria, è partito per una vacanza in montagna con i ragazzi del catechismo e don Maurizio, un giovane coadiutore arrivato in parrocchia da poco. Al suo ritorno una sera Simone mi ha detto di voler entrare in seminario.

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