Il risotto arrabbiato

Da quando ciascun membro della mia famiglia ha ripreso a pieno regime i propri impegni lavorativi e scolastici, succede che mi ritrovo a preparare il pranzo con notevole anticipo, per farlo trovare pronto a qualunque ora.

In verità mi sto rendendo conto che non è affatto semplice pensare a primi piatti che si mantengano decenti dopo diverse ore dalla loro preparazione (anzi a questo proposito vi invito a suggerirmi qualche ricetta perché il tempo della pasta fredda è decisamente tramontato e la pasta al forno è già stata super sfruttata come idea🙄🙄) e io certi giorni non so più cosa inventare.

C’è un piatto che però non posso proprio preparare in anticipo e che quindi cucino solo la domenica o nei giorni di festa ed è il risotto, che tra l’altro io amo moltissimo.

Vi lascio immaginare quanto si arrabbi il riso, ogni volta che apro la dispensa e gli preferisco decisamente la pasta.

Ma siccome oggi è domenica, ho deciso di rendergli onore cucinando una ricetta veramente speciale che mi aveva suggerito moltissimi anni fa la mia carissima amica Paola, compagna di scuola delle superiori che saluto con affetto perché so che mi legge e non la sento da troppo tempo🥰🥰.

Comunque, tornando alla ricetta eccola qui per voi, nel caso abbiate bisogno di un’idea per il pranzo domenicale.

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La mia storia con Claudio Baglioni

pubblicato su Confidenze n. 13 Marzo 2007

Dedicata a chi come me, lo ama da sempre

Adoro la mia casa quando è mattina presto.

Mi aggiro per le stanze in silenzio, spiando l’ultimo sonno dei miei figli prima del loro risveglio che segna l’inizio della giornata e la fine della mia pace.

Prendo il  caffè da sola e lascio correre i pensieri.

Oggi non è un giorno come gli altri.

Oggi compio quarant’anni ed è tempo di bilanci.  

Mentre scaldo il latte, arriva Martina, la mia quattordicenne in fiore, che da poco è entrata in guerra con il mondo intero, in modo particolare con la sua famiglia.

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Regala una poesia

Il signor Giuseppe Merola è un giovanotto di 89 anni dal quale secondo me avremmo tutti molto da imparare.

Io lo conosco da tanti anni, lui era il marito della mia maestra delle elementari, e ogni volta che mi capita di incontrarlo, mi riempie il cuore di tenerezza.

A pochi mesi dal traguardo dei 90, ha una mente ancora lucida e attiva, una simpatia travolgente, una grande curiosità per ciò che gli accade intorno, e soprattutto possiede una grande dono: scrive poesie.

Quando l’ho incontrato al seggio elettorale dove era venuto a votare con la caparbietà di chi ancora crede nel valore del voto, abbiamo trascorso insieme un piacevole momento e la foto che sua figlia la carissima Rosa Maria, ha scattato, rimarrà per me sempre un bellissimo ricordo.

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