In evidenza

Libera (la) mente

Le ho fatto stirare la settimana sir.”
“Tutta quanta?”
“Certo sir. La trova appesa nell’armadio”
“Non si spiegazzerà se la uso troppo?”
“La cameriera ha usato l’appretto a base di immotivato ottimismo. Credo che fino a mercoledì dovrebbe rimanere liscia sir”
“Eccellente Lloyd”
“Dovere sir”

Stirare è una delle poche incombenze casalinghe che ho sempre amato svolgere, anche se ammetto di non aver mai stirato mutande e calzini.

Fino a poco tempo fa almeno una volta alla settimana mi dedicavo a questa attività, stiravo le camicie di mio marito, i suoi pantaloni e anche le lenzuola, perché non riuscivo a dimenticare lo sguardo di rimprovero della mia mamma che per le lenzuola perfettamente stirate aveva una vera passione.

Da qualche mese a questa parte come ben sapete, di camicie non ce ne sono più e nemmeno di pantaloni da mettere in piega e di tirare fuori l’asse da stiro solo per le lenzuola mi era proprio passata la voglia ( ho imparato a stenderle e a piegarle con cura e va bene così) e il mio appuntamento con il ferro da stiro è diventato a richiesta (vale a dire: “Mamma non ho più magliette” oppure “Mi stiri una camicia?”)

Vi dico la verità, un po’ mi spiace, (avrei preferito di gran lunga rinunciare a pulire i pavimenti!) perché avevo trovato il modo di fare del mio momento stiro, qualcosa di tutto sommato molto rilassante.

Mi ero comprata degli auricolari Bluetooth che collegavo al cellulare e appena cominciavo a stirare potevo scegliere tra tante attività interessanti: lunghe chiacchierate con qualche amica o sorella senza tenere il telefono dolorosamente sospeso nell’incavo del collo, ascoltare un po’ di musica, oppure un audiolibro, o ancora qualche audio interessante al quale non riuscivo mai a dedicare del tempo.

Ma l’attività che in assoluto ancora oggi amo fare mentre stiro, è quella di riordinare i pensieri.

Sì perché stirare è un lavoro che impegna le braccia ma libera la mente.

Passo in rassegna le mie giornate chiedendomi se sono esattamente come vorrei che fossero, se ho bisogno di aggiustare il tiro, di svuotarle un po’ perché troppo piene, o riempirle se le penso mancanti di qualcosa di bello, se stanno in piedi da sole o se zoppicano malamente.

Penso al libro che vorrei cominciare a leggere o magari a scrivere, al viaggio che vorrei intraprendere, al prossimo articolo per il mio blog, a una ricetta nuova da realizzare.

Mentre sto ferma sui due piedi la mente prende il volo e non c’è modo di fermarla.

Nella testa girano pensieri

Che io non spengo

Argentovivo –

Daniele Silvestri

E poi, se proprio sono nostalgica, mi concedo di pensare un po’ all’amore della mia vita, a come sarebbe stato il vivere adesso se lui fosse ancora qui accanto a me e a come sarà invece nei giorni a venire. Guardo la sua foto che mi sorride e qualche volta nascondo una lacrima, perché non si è mai visto nessuno piangere mentre stira.

E per chiudere questo post con un sorriso, vi lascio una simpatica pagina da leggere, di un sito che fornisce preziosi consigli su come decidere di smettere di stirare per sempre


https://www.nonsprecare.it/come-smettere-stirare-consigli-utili.

E voi? Cosa mi raccontate di bello?

Vi piace stirare? E cosa fate nel mentre? Dove volano i vostri pensieri?

Vi abbraccio, alla prossima 🥰  🥰 

In evidenza

Scacciapensieri

“Lloyd, che fine hai fatto?”
“Stavo mettendo ordine tra i suoi pensieri, sir”
“Lavoro impossibile, Lloyd. Non avrò mai la testa a posto”
“Ma potrebbe avere posto nella testa, sir”
“Per avere altri pensieri?”
“O dare spazio a chi li merita, sir”

Vita con Lloyd

Era da un po’ che pensavo alla miriade di pensieri che ci passano per la testa ogni giorno, a quanto siano liberi di entrare e uscire dalla nostra mente senza che si possa fare qualcosa per fermarli, per raccoglierli, per scacciarli o rimuoverli.

Pesanti come pietre o leggeri come piume, sempre pronti a perturbare la nostra vita, inafferrabili, incontenibili, nobili o vergognosi, ne arrivano ogni giorno a centinaia.

Pensieri che tolgono il sonno e aggiungono ansia, che spremono incuranti lacrime e risate.

E mentre mi arrovellavo su come fare per metterli un po’in ordine, guardate che bel pensiero mi è arrivato dal mio secondo fratello  (il primo ve l’avevo già presentato, Enrico ve lo ricordate?)

Continua a leggere “Scacciapensieri”

QUESTO SILENZIO INNATURALE

“Che non lo posso sopportare questo silenzio innaturale”.

Domenica mattina ore 7.30, esco con il mio cane.

Per quanto abiti in una zona silenziosa, circondata da prati e alberi dove ancora i colori brillano di luce propria, stamattina ho faticato ad apprezzare il silenzio che mi circondava perché rubando l’espressione di Diodato e della sua meravigliosa canzone, era innaturale.

Oltre i campi in fondo vedo una strada statale lungo la quale persino in questi giorni di corona virus ogni tanto qualcuno transita, ma stamattina era deserta e il silenzio assordante della campagna era insolito.

All’inizio non riuscivo a comprendere cosa ci fosse di diverso rispetto al silenzio nel quale comunque vivo ogni giorno.

Poi ho capito.

Oltre al silenzio umano, c’era il silenzio della natura.

Era come se uccelli e alberi di solito sostenuti dal vento, avessero deciso anch’essi di tacere, in una forma di muto rispetto verso gli esseri umani, obbligati a stare dentro  questi giorni che fanno fatica ad appartenerci.

Il silenzio un po’ ci costringe un po’ a metterci in ascolto di noi stessi, che è una forma di comunicazione dalla quale rifuggiamo volentieri.

Perché i nostri pensieri quando c’è silenzio, risuonano prepotenti dentro di noi, pretendendo di essere accolti, sviscerati, magari condivisi.

Finiti questi giorni, il silenzio avrà smesso di metterci paura. Forse.