Comfort zone

Bentrovate 🤗🤗

Ricordate che la scorsa settimana avevo chiuso il mio articolo Effetto sorpresa invitandovi ad inviarmi le vostre ricette così da poterle pubblicare nel blog?

Ebbene, sono rimasta piacevolmente stupita quando una blogger ha raccolto il mio invito inoltrandomi una bella ricetta da lei sperimentata più volte.

Innanzitutto ci tengo a presentarvi questa nuova amica, si chiama Giusy e il suo blog, che vi invito a visitare perché molto carino e ricco di contenuti utili e interessanti si chiama https://casalingasemprefelice.blog/

Poi ci tengo a pubblicare la ricetta che naturalmente io ho realizzato perché ero davvero curiosa di vedere il risultato finale, visti gli ingredienti che ora vi elenco.

CIAMBELLA ALL’ACQUA CALDA
Ingredienti:
200 gr farina di riso
50 gr di cacao amaro
180 gr zucchero di canna
2 uova
100 ml di latte caldo
150 ml di acqua bollente
100 ml di olio di cocco (se ne può usare un qualsiasi altro tipo)
1 bustina di cremor tartaro + 10 gr di amido di mais
q.b. zucchero a velo per decorare
Preparazione
Iniziate versando in una ciotola le polveri: zucchero, farina, cremor tartaro, amido di mais, cacao e sale. Mescolate con un cucchiaio e aggiungete le uova, il latte, l’olio di cocco e l’acqua bollente. Aiutandovi con lo sbattitore o una frusta amalgamante gli ingredienti fino ad ottenere una crema simile alla cioccolata calda. Versate l’impasto in un tortiera di 22 cm. di diametro precedentemente imburrata e infarinata. Cuocete in forno statico per circa 45 minuti a 180 gradi. Prima di sfornare fate la prova con lo stecchino e al termine se lo gradite, potete cospargere di zucchero a velo.

Ecco la foto della torta di Giusy, venuta decisamente meglio della mia😅😅😅 però entrambe buone 😋😋

Non lasciatevi scoraggiare dagli strani ingredienti che servono per la sua realizzazione, perché vi garantisco che sia il cremor tartaro che l’olio di cocco e pure la farina di riso si trovano facilmente nei supermercati.

All’inizio non vi nascondo che anch’io ero un po’ preoccupata, perché i miei dolci contengono sempre ingredienti molto semplici come farina, burro, ricotta, zucchero, uova e temevo di combinare un gran pasticcio uscendo dalla mia comfort zone, però la curiosità e soprattutto la fiducia in questa mia nuova amica hanno avuto la meglio e mi hanno convinta a provarci.

COMFORT ZONE

Sembra un parola complicata, in realtà significa zona di comfort che altro non è che la sensazione di benessere che percepiamo quando ci troviamo in determinate situazioni per noi confortevoli e confortanti: la nostra casa, la nostra auto, il nostro lavoro, la località di vacanza dove ci rechiamo tutti gli anni, la lettura di un libro che amiamo molto o una serie tv a cui ci siamo appassionati.

Possiamo sentirci dentro una comfort zone anche quando siamo in compagnia di  qualcuno che conosciamo bene, un’amica, un familiare, il nostro animale, una figura insomma che ci trasmette un senso di calore e protezione, ma comfort zone è anche un atteggiamento, una modalità di vivere sempre uguale a se stessa che ripetiamo perché funziona e non destabilizza.

Le comfort zone sono molto soggettive, ma per tutti sono zone estremamente rassicuranti dentro le quali ci troviamo perfettamente a nostro agio.

Ogni tanto però, farsi coraggio e uscire dalle comfort zone ci offre l’opportunità di sperimentare situazioni nuove che potrebbero rivelarsi anche soddisfacenti, ci permette di metterci alla prova, di spingerci oltre il quotidiano per misurare di cosa siamo capaci, ci toglie da una situazione di noia e apatia nella quale magari siamo inavvertitamente precipitate per tanti motivi.

La zona di comfort è uno spazio sicuro in cui non corriamo rischi perché l’abbiamo creato noi, a volte con fatica e impegno, anche se il rischio, tuttavia, di rimanere qualche volta intrappolati, un po’ esiste.

Perche facciamo così fatica uscire dalla comfort zone?

Mentre preparavo questo dolce ho pensato che avrei potuto fallire perché stavo lavorando con ingredienti a me sconosciuti, che mi sarei dovuta impegnare  molto di più rispetto a quando realizzo una semplice torta, prestare più attenzione, non distrarmi.

Insomma, uscire dalla mia zona di comfort per me è sempre molto impegnativo e mi accorgo che quando compio questo passo, è accompagnato da un sottile filo di ansia che mi bisbiglia in un orecchio di lasciar perdere e mi ripete: “Ma ne vale la pena?”

Ecco la domanda insidiosa.

Una nave attraccata al porto è più sicura,
ma non è questo lo scopo per cui è stata costruita.
William Shedd

Io credo che il segreto stia nel trovare un equilibrio tra l’ansia e l’emozione che proviamo al pensiero di affrontare una nuova esperienza.

Certo non deve essere un salto nel vuoto, non va confusa con l’incoscienza, con il desiderio di andare oltre i propri limiti e soprattutto, non deve essere una modalità con la quale sentiamo il bisogno di dimostrare qualcosa agli altri.

Lasciare la zona di comfort è importante, ma non deve diventare un’ossessione.
Non possiamo vivere fuori dalla nostra zona di comfort per sempre. E’ importante di tanto in tanto fare ritorno in quello spazio accogliente in cui ci sentiamo al sicuro, per elaborare con tranquillità l’esperienza che abbiamo vissuto al di fuori di essa.

Uscire dalla nostra zona di comfort per accettare un invito a sorpresa, per partire per un viaggio non organizzato, per valutare un cambio di lavoro, di casa, di abitudini, per sperimentare un nuovo taglio di capelli, o un capo di vestiario che da tempo teniamo nell’armadio aspettando l’occasione, forse un po’ destabilizza, ma certamente rigenera, migliora, alimenta la nostra autostima.

Da quasi un anno risiedo dentro una zona di comfort che mi sono costruita con cura per convincermi che sarei stata al sicuro e che nessun accadimento avrebbe messo a soqquadro il mio buon equilibrio. Ma ho deciso che la prossima settimana proverò ad affacciarmi, per vedere come tira il vento, per darmi un po’ di coraggio, per guardarmi dentro e cercare di capire come mi sento.

E poi naturalmente, tornerò in tempo per raccontare tutto quanto dentro la comfort zone di questo blog.

Se non stiamo vivendo i nostri sogni,
la nostra zona di comfort ha più controllo su di noi di quanto ne abbiamo noi stessi .
Peter McWilliams

Vi auguro una buona domenica immerse nella vostra comfort zone, ma pronte ad uscirne all’occorrenza.😉😉

E se volete raccontarmi quali sono, sapete come fare:

  1. scrivermi in privato i vostri pensieri cliccando qui
  2. lasciare un commento scrivendolo qui sotto nel riquadro 👇👇

E come sempre se questo articolo vi è piaciuto, potete condividerlo con le vostre amiche cliccando uno dei pulsanti che vedete qui sotto 👇👇. A me farebbe molto piacere.

13 pensieri su “Comfort zone

  1. Non ho parole innanzitutto per ringraziarti delle parole che hai usato tu per presentarmi e poi con un pò di orgoglio ti ringrazio per avere postato la mia ricetta con relativa foto e mi fa piacere che ti sia riuscito bene e che ti sia piaciuto, è venuto bene anche il tuo, la differenza è soltanto nella teglia, la mia è di forma concava che tende ad ampliarsi nella circonferenza e questo determina la lievitazione della sua forma e sembrerebbe essere più alta. Per quanto invece riguarda la c9nfort zone, hai fatto una bellissima descrizione chiara ed esaustiva e credo anche che più si diventa grandi e più si faccia fatica ad abbandonarla, crescendo si diventa più consapevoli e se questo da un certo lato è un bene ed è giusto e necessario, da un altro lato come dico sempre io, ci si impigrisce. Ciao e buona domenica 😉

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  2. Pingback: Comfort zone — Comodamentesedute – Casalinga Sempre Felice

  3. ahh come ti capisco!! Mi rendo conto che più vado avanti e più faccio fatica ad uscire dalla mia comfort zone! Pero’ ne sento l’esigenza, e dopo un pò mi rendo conto che mi annoio delle solite cose, come sai amo viaggiare, andare in giro, sperimentare perchè ciò da una gran carica!! E, in effetti, come dici tu, uscire dalla comfort zone aumenta l’autostima, è come vincere una sfida, aprirsi al mondo, al diverso!
    Ho anche capito che se sono io a decidere quando, come e dove andare uscendo dalla mia comfort zone, va bene, il problema è quando mi ci trovo fuori per qualcosa che non ho deciso!
    Quindi, dai, lanciati, attendo di sapere come è andata (sono sicura bene!)

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  4. Bellissima ricetta e ottimi spunti di riflessione, ci sto ragionando molto ultimamente, necessiterei di cambiare qualcosa nella mia vita, ma oltre non avere chiaro cosa mi rendo conto, con l’età, per me diventa più difficile praticare il non attaccamento.

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  5. Adoro uscire dalla comfort zone solo quando viaggio. Mi piace visitare paesi sconosciuti, mescolarmi tra la gente del posto, assaggiare cibi insoliti e sperimentare. Quando sono lontano cambio abitudini, orari e amici. A casa amo la mia comfort zone e tutte le piccole abitudini ossessive compulsive che mi sono creata e gestita con il tempo. Ma in cucina spazio senza limiti! (ma i dolci non sono tra i miei piatti più riusciti…)

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