I migliori anni della nostra vita

Pubblicato su Confidenze N. 29 Luglio 2013

Certe volte noi donne abbiamo la presunzione che l’altro capisca e interpreti i nostri pensieri e i nostri stati d’animo solo per il semplice fatto che è nostro marito,
ma non è per niente così.
Siamo noi stesse che per prime dobbiamo permettere all’altro di entrare nel nostro cuore

A dirla tutta quando mio marito ha scartato il pacchetto, sono rimasta perplessa: Smart box cosa sarà mai?

Ha compiuto cinquant’anni e gli ho organizzato una festa a sorpresa e all’apertura dei regali salta fuori questa Smart box.

Mia figlia maggiore che ha sedici anni guarda curiosa il cofanetto ed esclama: “Wow mamma, ma è fantastico, un week end per due persone, con cena, pernottamento e prima colazione”.

Mi è quasi venuto da ridere.

“Dove vuoi che andiamo tuo padre ed io? E chi pensa a voi?”

“Mamma non e vero” risponde un po’ piccata mia figlia “di noi ti puoi fidare, per due giorni ce la facciamo benissimo a organizzarci!”

Ripenso un attimo al nostro passato e no, proprio non mi viene in mente nessun momento trascorso da soli al di fuori della famiglia. Siamo sposati da diciotto anni e abbiamo tre figli, Sofia, Alberto e la piccola Elisa.

Le cose da fare sono sempre tante, ho un lavoro part time, la casa grande, il giardino, due gatti, insomma giorno dopo giorno il tempo per stare insieme si è ridotto fino a lasciare spazio soltanto alla conversazione serale sui figli, la casa, il mutuo, la scuola e tutte le incombenze quotidiane e non c’è nulla come la routine che metta a dura prova il benessere della coppia.

La sera, al termine della giornata, sfatti dalla stanchezza ci addormentiamo tra le pagine di un libro mai finito che ci cade addosso e ci sveglia giusto in tempo per spegnere la luce e darci il bacio della buonanotte.

Ma, dicevamo, la Smart box, ci guardava ogni giorno dal comodino della camera sul quale era stata appoggiata distrattamente.

“Mamma non lasciatela scadere, decidetevi” ci esortava Sofia.

“Sarebbe un peccato farla scadere” mi dice a sorpresa una sera Daniele.

L’ho guardato stupito chiedendogli se parlasse seriamente.

Lui alza le spalle fingendo un’indifferenza che è ben lungi dal provare e mi risponde che i figli sono grandi e si potrebbe anche provare dopotutto.

Wow, ho pensato, perché no? Così mi sono messa d’impegno a guardare il catalogo e sono rimasta stupefatta nel vedere quante e quali località venivano proposte. Oddio quanti posti meravigliosi ci sono al mondo.

Il luogo più romantico che ricordo di aver mai visitato è stato Venezia ai tempi del fidanzamento. Per il resto soltanto località di mare con sabbia e paesini di montagna stracolmi di parchi giochi per i bambini.

Poi l’attenzione mi cade su un grazioso hotel che comprende un’area wellness con piscina, idromassaggio, sauna e bagno turco. Mi vien da ridere pensando a quando mi sono depilata l’ultima volta, ma non mi scoraggio, a tutto c’è rimedio.

Lo mostro a Daniele che approva, quindi decido e prenoto. Fatto.

Che senso di liberazione e di panico al tempo stesso mi prende a mano a mano che il momento di partire si avvicina. Il giorno prima stipo nel freezer quintali di cibo per i ragazzi, pulisco la casa da cima a fondo, faccio la spesa, lavo e stiro tutta la biancheria che è rimasta in giro, e alla fine preparo i bagagli, non prima di aver fatto una telefonata a mia sorella chiedendole di dare un occhio da lontano ai miei figli.

Finalmente riesco a lasciarmi alle spalle il mio mondo e partiamo tranquilli.

Dopo nemmeno mezz’ora di viaggio mi sento smarrita. In auto c’è un silenzio al quale non sono abituata. Dal sedile posteriore non arrivano lamentele, richieste di cibo, di acqua, di gioco e nessuno mi domanda ogni cinque minuti a che ora arriveremo.

Soprattutto Daniele ed io non abbiamo niente da dirci. Non mi ero mai resa conto che le nostre conversazioni riguardassero sempre e solo i figli.

“Perché non parli?” gli domando a bruciapelo.

Lui un po’ a disagio mi risponde che è concentrato nella guida, ma capisco benissimo che non è per niente vero.

Due estranei, ecco cosa siamo diventati. Viviamo insieme da una vita e senza figli scompare il dialogo.

Mi sorprendo a guardare il suo profilo, le basette leggermente brizzolate, il naso un po’ aquilino che a me è sempre piaciuto, lo sguardo concentrato, e mi dico che mio marito è ancora un bell’uomo e desidero investire risorse ed energia nella nostra relazione. Impieghiamo anni a conoscerci, a imparare ad accettare i difetti reciproci, a trovare un equilibrio dentro il quale stare bene e vale la pena non mollare, ma continuare a crederci nonostante la fatica. Voglio ancora bene a mio marito e non ho nessuna intenzione di lasciarmi sfuggire questa occasione per farglielo capire.

Allora comincio a parlare, non del rendimento scolastico di Alberto, ma di quanto io mi senta inadeguata tante volte durante i colloqui con i professori, non di quanto sia frustrante per me a volte prendermi cura della casa, ma di quanto mi manchi essere gratificata da loro.

Lui mi ascolta in silenzio e poi a sua volta mi parla del suo lavoro, delle sue responsabilità, della gioia di fare rientro a casa la sera e sentirsi accolto dalla famiglia. Non mi aveva mai detto queste cose.

Certe volte noi donne abbiamo la presunzione che l’altro capisca e interpreti i nostri pensieri e i nostri stati d’animo solo per il semplice fatto che è nostro marito, ma non è per niente così. Siamo noi stesse che per prime dobbiamo permettere all’altro di entrare nel nostro cuore.

Ci fermiamo a pranzo in un grazioso ristorante e l’atmosfera si riscalda. Quando raggiungiamo l’hotel nel pomeriggio, mi accorgo che siamo diversi. C’è il desiderio di mettersi in gioco ed entrambi ce ne rendiamo conto anche se goffamente.

Una signora gentile ci mostra la stanza e poi l’area wellness e senza esitare indossiamo i nostri costumi da bagno e la raggiungiamo. Erano mesi, cosa dico, anni, che non mi rilassavo tanto e capisco che anche Daniele la pensa come me.

A poco a poco ritroviamo un’intimità che avevamo dimenticato, piccoli gesti, attenzioni e cure che scaldano il cuore e mi fanno sentire unica e speciale.

Per la cena mi vesto con cura e mi trucco anche un po’ e mi pare di vedere nei suoi occhi una luce diversa quando mi guarda. Certo anch’io a casa non è che m’impegni molto per presentarmi bene, anzi, sto sempre in tuta e mi rendo conto che non è il massimo della seduzione come abbigliamento.

È una cena romantica a lume di candela e ci concediamo anche una bottiglia di vino che ci inebria piacevolmente.

Ci guardiamo un po’ imbarazzati consapevoli di quanto velocemente i nostri ruoli si siano modificati rispetto a stamattina: stasera non siamo due genitori ma una coppia innamorata. Una volta rientrati in camera, viene spontaneo pensare al letto non più come un luogo sul quale crollare per il sonno, ma un’occasione per riscoprirsi, e sperimentare di nuovo finalmente, la gioia di stare insieme.

Mentre mi addormento fra le sue braccia, sento profumo di felicità nell’aria e credevo proprio di averlo dimenticato.

La mattina seguente durante il viaggio di ritorno, chiamo i figli a casa che mi tranquillizzano dicendo che va tutto bene. Il sole riscalda l’abitacolo dell’auto creando un teporino confortevole. Mi sento bene e la vita è meravigliosa.

Accendo la radio e mi viene incontro Renato Zero il mio idolo dell’adolescenza con quella che io ritengo una delle più belle canzoni che abbia mai scritto.

“I migliori anni della nostra vita”:

Penso che ogni giorno sia 
Come una pesca miracolosa 
E che è bello pescare sospesi 
Su di una soffice nuvola rosa”

Come ben interpreta il mio stato d’animo, stamattina mi sento proprio così, sospesa su una nuvola rosa. Mi viene da domandarmi quali siano i migliori anni della nostra vita. Forse quelli trascorsi, il giorno del nostro matrimonio, la nascita dei nostri figli, o quelli che ancora non abbiamo vissuto e che ancora non ci è dato di conoscere.

Ancora una volta guardo mio marito e capisco che i migliori anni sono quelli che viviamo ogni giorno, se ce la mettiamo tutta per viverli con impegno e soprattutto con passione.

“Noi non faremo come l’altra gente, 
Questi sono e resteranno per sempre… 
I migliori anni della nostra vita” . 

2 pensieri su “I migliori anni della nostra vita

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