E poi sei arrivata tu

Pubblicato su Confidenze N. 47 Novembre 2015

Finalmente sei arrivata!

Ti sto aspettando dal primo giorno in cui mi hanno detto che c’eri: una goccia di vita scappata dal nulla, come scriveva la Fallaci nel suo libro indimenticabile “Lettera a un bambino mai nato”.

Non avrei mai creduto di arrivare fino a questo giorno, forse per scaramanzia, mi dicevo che sarei morta prima, che il Cielo non mi avrebbe fatto questo dono, perché diventare nonna, non è altro che uno stupendo, magnifico, inaspettato dono.

Diventare madre è più semplice in fondo, più scontato.

Ti fidanzi, ti sposi, poi arrivano i figli, li cresci e comincia quell’altalena faticosa di gioie e dolori, di preoccupazioni e compiacimenti destinata a non avere mai fine, una responsabilità che se ci pensi ti toglie il respiro, e che devi vivere giorno per giorno, perché a guardare troppo avanti, rischia di spezzarsi cuore talmente grande è la fatica.

Ma diventare nonna è tutta gratuità, gioia allo stato puro, un cerchio che si chiude e nemmeno te ne rendi conto, il compimento di tante storie che finalmente trovano un senso. Guardare negli occhi una creatura minuscola e non sentire il peso di doverla crescere, educare, sfamare, vestire, ma guardare lontano e scorgere soltanto risate, lunghe passeggiate, coccole, regali.

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La zucca fiduciosa

La scorsa settimana ho trovato in freezer della zucca a pezzetti che avevo congelato e poi dimenticato 🤦‍♀️ 🤦‍♀️.

Siccome ero alla ricerca di una ricetta per il pranzo della domenica, ho curiosato in Internet e mi sono imbattuta nelle lasagne con zucca e salsiccia che mi hanno incuriosita.

Così ho provato a realizzarle e dico la verità sono venute buonissime. 😋 😋  

Ho apportato qualche modifica alla ricetta iniziale e ve la posto subito da sperimentare e poi naturalmente da condividere 😉  😉 

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Libera (la) mente

Le ho fatto stirare la settimana sir.”
“Tutta quanta?”
“Certo sir. La trova appesa nell’armadio”
“Non si spiegazzerà se la uso troppo?”
“La cameriera ha usato l’appretto a base di immotivato ottimismo. Credo che fino a mercoledì dovrebbe rimanere liscia sir”
“Eccellente Lloyd”
“Dovere sir”

Stirare è una delle poche incombenze casalinghe che ho sempre amato svolgere, anche se ammetto di non aver mai stirato mutande e calzini.

Fino a poco tempo fa almeno una volta alla settimana mi dedicavo a questa attività, stiravo le camicie di mio marito, i suoi pantaloni e anche le lenzuola, perché non riuscivo a dimenticare lo sguardo di rimprovero della mia mamma che per le lenzuola perfettamente stirate aveva una vera passione.

Da qualche mese a questa parte come ben sapete, di camicie non ce ne sono più e nemmeno di pantaloni da mettere in piega e di tirare fuori l’asse da stiro solo per le lenzuola mi era proprio passata la voglia ( ho imparato a stenderle e a piegarle con cura e va bene così) e il mio appuntamento con il ferro da stiro è diventato a richiesta (vale a dire: “Mamma non ho più magliette” oppure “Mi stiri una camicia?”)

Vi dico la verità, un po’ mi spiace, (avrei preferito di gran lunga rinunciare a pulire i pavimenti!) perché avevo trovato il modo di fare del mio momento stiro, qualcosa di tutto sommato molto rilassante.

Mi ero comprata degli auricolari Bluetooth che collegavo al cellulare e appena cominciavo a stirare potevo scegliere tra tante attività interessanti: lunghe chiacchierate con qualche amica o sorella senza tenere il telefono dolorosamente sospeso nell’incavo del collo, ascoltare un po’ di musica, oppure un audiolibro, o ancora qualche audio interessante al quale non riuscivo mai a dedicare del tempo.

Ma l’attività che in assoluto ancora oggi amo fare mentre stiro, è quella di riordinare i pensieri.

Sì perché stirare è un lavoro che impegna le braccia ma libera la mente.

Passo in rassegna le mie giornate chiedendomi se sono esattamente come vorrei che fossero, se ho bisogno di aggiustare il tiro, di svuotarle un po’ perché troppo piene, o riempirle se le penso mancanti di qualcosa di bello, se stanno in piedi da sole o se zoppicano malamente.

Penso al libro che vorrei cominciare a leggere o magari a scrivere, al viaggio che vorrei intraprendere, al prossimo articolo per il mio blog, a una ricetta nuova da realizzare.

Mentre sto ferma sui due piedi la mente prende il volo e non c’è modo di fermarla.

Nella testa girano pensieri

Che io non spengo

Argentovivo –

Daniele Silvestri

E poi, se proprio sono nostalgica, mi concedo di pensare un po’ all’amore della mia vita, a come sarebbe stato il vivere adesso se lui fosse ancora qui accanto a me e a come sarà invece nei giorni a venire. Guardo la sua foto che mi sorride e qualche volta nascondo una lacrima, perché non si è mai visto nessuno piangere mentre stira.

E per chiudere questo post con un sorriso, vi lascio una simpatica pagina da leggere, di un sito che fornisce preziosi consigli su come decidere di smettere di stirare per sempre


https://www.nonsprecare.it/come-smettere-stirare-consigli-utili.

E voi? Cosa mi raccontate di bello?

Vi piace stirare? E cosa fate nel mentre? Dove volano i vostri pensieri?

Vi abbraccio, alla prossima 🥰  🥰